Comunità energetiche: dare nuova energia all’Italia

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha messo a disposizione delle agevolazioni per incentivare la creazione delle Comunità Energetiche sul territorio italiano.

L’appello è rivolto a cittadini, condomini, associazioni, cooperative, enti locali, enti religiosi e a piccole o medie imprese, che desiderano acquisire una certa indipendenza energetica riuscendo così, non solo a diminuire i costi legati ad essa, ma anche a costruire nuove opportunità economiche per il territorio.

Le agevolazioni 

Il MASE ha messo a disposizione due tipologie di agevolazioni differenti :

  • Incentivo in tariffa
  • Contributo a fondo perduto 

requisiti di accesso ad esse sono differenti ma rimangono le medesime le  modalità per prenderne parte.

Ricordiamo infatti che per poter usufruire di una di queste agevolazioni è necessario :

  1. Individuare un area su cui realizzare l’impianto e trovare altri utenti disponibili ad unirsi.
  2. Creare la CER ( comunità energetica) con uno statuto che abbia come oggetto sociale i benefici economici, ambientali e sociali.
  3. Verificare con il GSE (Gestore Servizi Energetici) l’ammissibilità del progetto all’incentivo.
  4. Ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per costruire e collegare alla rete l’impianto di produzione di energia.
  5. Richiedere l’effettivo incentivo al GSE.

Incentivo in Tariffa

Permette, a chi ne può far parte, di risparmiare sui costi dell’energia, poichè mette a disposizione finanziamenti per costruire impianti fotovoltaici fino a che non si raggiunge il limite di potenza massima di 5 GW.

A questo incentivo possono accedere :

  1. Comunità energetiche rinnovabili.
  2. Sistemi di autoconsumo collettivo da fonti rinnovabili.
  3. Sistemi di autoconsumo individuali di energia rinnovabile a distanza che utilizzano la rete elettrica di distribuzione.

Queste categorie per poter partecipare devono possedere precisi requisiti :

Requisiti per l'Incentivo in Tariffa

  •  La potenza massima del singolo impianto, o dell’intervento di potenziamento, non deve essere superiore ad  1 MW.
  •  Le Comunità energetiche rinnovabili devono risultare costituite alla data di presentazione della domanda di accesso agli incentivi.
  •  Gli impianti di produzione e i punti di prelievo facenti parte le CER devono essere connessi alla rete di distribuzione tramite punti di connessione facenti parte dell’area sottesa alla medesima cabina primaria
  •  Le CER o le altre configurazioni di condivisione dell’energia devono assicurare non solo una completa ed adeguata informativa a tutti i consumatori finali sui benefici derivanti dall’accesso alla tariffa, ma anche una rendicontazione annuale dei benefici conseguiti

 

Contributo a fondo perduto 

Permette di sostenere fino al 40% delle spese inerenti alle comunità energetiche, attingendo alle risorse del PNRR pari a 2,2 miliardi di euro.

Possono far richiesta per questo fondo tutti coloro che abitano nei territori dei comuni con un massimo di  5000 abitanti e che abbiano dei requisiti ben precisi.

Requisiti di accesso

  • Le Comunità Energetiche rinnovabili devono risultare costituite alla data di presentazione della domanda di accesso al contributo.
  • La potenza massima del singolo impianto, o dell’intervento di potenziamento, non deve essere superiore a 1 MW.
  • L’avvio dei dei lavori deve essere successivo alla data di presentazione della domanda di contributo.
  • Essere in possesso del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, ove previsto.
  • Essere in possesso del preventivo di connessione alla rete elettrica.
  • Riconoscimento del contributo entro il 31 dicembre 2025 (milestone PNRR)
  • Entrata in esercizio entro diciotto mesi dalla data di ammissione al contributo e comunque non oltre il 30 giugno 2026 (target PNRR)

Spese ammissibili e massimali di investimento

Sono ammissibili le seguenti spese:

  • Realizzazione di impianti a fonti rinnovabili
  • Fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo
  • Acquisto e installazione macchinari, impianti e attrezzature hardware e software
  • Connessione alla rete elettrica nazionale
  • Studi di prefattibilità e spese necessarie per attività preliminari
  • Progettazioni, indagini geologiche e geotecniche
  • Direzione lavori e sicurezza
  • Collaudi tecnici e/o tecnico-amministrativi, consulenze e/o supporto tecnico-amministrativo essenziali

Le ultime quattro voci di spese di cui sopra sono finanziabili in misura non superiore al 10% dell’importo ammesso a finanziamento.

  • Limiti del costo di investimento massimo:
  • 1.500 €/kW, per impianti fino a 20 kW;
  • 1.200 €/kW, per impianti di potenza superiore a 20 kW e fino a 200 kW;
  • 1.100 €/kW, per potenza superiore a 200 kW e fino a 600 kW;
  • 1.050 €/kW, per impianti di potenza superiore a 600 kW e fino a 1.000 kW.

Le agevolazioni offerte dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica rappresentano un importante passo avanti verso la promozione e la diffusione delle Comunità Energetiche in Italia. L’adozione diffusa di queste misure potrebbe non solo contribuire a una maggiore indipendenza energetica, ma anche a generare nuove opportunità economiche e a consolidare il ruolo dell’Italia nella transizione verso un futuro energetico sostenibile.